ICONEMI 2011

alla scoperta
dei paesaggi
bergamaschi

Dove inizia la città? Dove finisce la campagna?
Qual è il limite tra il luogo dove abitiamo e il territorio non edificato?

Città e campagna vivono da alcuni decenni un conflitto che ha assunto toni aspri, con il predominio della città e dei suoi tentacoli, che pare inarrestabile: spesso è davvero difficile individuare il limite che separa la campagna dalla città.
Intorno ai nuclei urbani storici si sono sviluppate fasce di territorio con caratteri meno riconoscibili, più labili e frammentari, contraddistinte dalla presenza mista di elementi eterogenei e non rispondenti ad un disegno complessivo: dentro queste fasce si trovano edifici commerciali e industriali, quartieri abitativi, infrastrutture per la mobilità, spazi verdi coltivati, spazi incolti e residuali, monumenti isolati, cascinali e fabbricati rurali.
Molte città hanno sviluppato progetti interessanti per riqualificare queste parti di territorio, pensandole come luoghi dove inserire nuovi servizi . Molto spesso i nuovi progetti cercano di valorizzare i segni ancora individuabili dei tracciati e degli edificati storici: l’obbiettivo è quello di ridisegnare i paesaggi periferici, alla ricerca di nuove qualità che li rendano riconoscibili e belli come quelli dei centri storici .
Il tema principale per la riqualificazione delle aree intorno alla città è quello del “verde” declinabile in molteplici modi, necessario per far fronte alla crisi ambientale ma anche per dare una nuova qualità al paesaggio urbano e alle periferie. Intorno alla città , negli spazi non edificati , si possono creare parchi, cinture verdi godibili dai cittadini per la ricreazione e lo svago.
Sempre più importante è il tema dell’agricoltura peri-urbana, legata alla coltivazione di prodotti a chilometro zero, cioè disponibili eliminando i trasporti e le loro conseguenze dannose (inquinamento, congestione del traffico). L’agricoltura è un elemento fondamentale dei paesaggi italiani, della loro bellezza.

Il verde intorno ai centri abitati svolge molteplici funzioni fondamentali:

- la difesa dalle variazioni climatiche
- la regolazione del ciclo delle acque
- la difesa idrogeologica
- l’abbattimento degli inquinanti
- il sostegno delle biodiversità
- la valorizzazione e salvaguardia del paesaggio
- il miglioramento della qualità della vita
- nuovi spazi aperti di fruizione
- luoghi di naturalità per ricomporre il legame uomo-natura

INTERVENTI
10 ottobre / introduzione / lo sguardo del geografo

Maria Claudia Peretti - Introduzione

“L’osservazione dell’esistente, la capacità di vedere consapevolmente cogliendo gli aspetti significativi è la premessa fondamentale di ogni paesaggio: non c’è spazio senza uno sguardo che osserva, seleziona, indaga e attribuisce un valore agli elementi che vede. Vediamo ciò che conosciamo e sappiamo interpretare”.

Fulvio Adobati (Università degli Studi di bergamo –CST “lelio Pagani”)

“Nella difesa dei valori paesistici emerge oggi l’opzione di una salvaguardia fatta di un’apertura culturale verso una tensione innovativa, che la storia lombarda rivela in modo nobile ed eloquente. Un distacco dalla opzione di tutela passiva, che ha caratterizzato l’atteggiamento prevalente degli anni Sessanta e Settanta, dominati dalla contrapposizione tra conservazione e sviluppo. Conservazione quindi intesa come innovazione intelligente, non indebolimento delle forme di tutela ma moltiplicazione dell’impegno per la trasmissione dell’eredità territoriale alle generazioni future”.

Maria Chiara Zerbi (Università degli Studi di Milano)

LO SGUARDO DEL GEOGRAFO
il paesaggio come interrelazione complessa tra fatti e fenomeni multipli, tra geografia fisica e geografia antropica. Analisi, descrizione e sintesi nello studio dei paesaggi.

13 ottobre / La prospettiva geo-storica

LA PROSPETTIVA GEO-STORICA

La prospettiva geo-storica rappresenta una chiave di lettura particolarmente feconda nella condizione di intensità delle dinamiche di trasformazione territoriale che caratterizza il contesto lombardo, così ricco sotto il profilo della stratificazione storica, del valore paesaggistico, della varietà fisica e biologica. Entro questa riflessione emerge il tema, innovativo, dei “paesaggi minimi”, che si fonda su una ri-significazione dei luoghi fondata su gesti e opere tradizionali che denotano un modo –civile- di agire il territorio.

Relazioni intorno al tema di:

Renato Ferlinghetti (Università degli Studi di bergamo –CST “lelio Pagani”)

Riccardo Rao (Ricercatore presso l’Università degli Studi di Bergamo )

Monica Resmini (Professore incaricato di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano - Scuola di Architettura e Società)

20 ottobre / lo sguardo dell’agronomo / del geologo / dell'ingegnere idraulico

LO SGUARDO DELL'AGRONOMO : potenzialità e aspetti critici della situazione attuale. Il ruolo dell’agricoltura nella manutenzione e nella valorizzazione del paesaggio della fascia periurbana di Bergamo
Mario Carminati  Segretario Ordine Dott. Agronomi e Forestali

LO SGUARDO DEL GEOLOGO: la prospettiva profonda del tempo che modella il paesaggio, la sua forma, le sue possibilità . Criteri e metodologia dello studio geologico condotto per il Parco Agricolo
Antonio Galizzi Geologo, Membro della Commissione del Paesaggio del Comune di Bergamo

LO SGUARDO DELL'INGEGNERE IDRAULICO: plurifunzionalità del reticolo idrografico naturale ed artificiale della pianura. Caratteristiche, criticità, riqualificazione in ambito periurbano.
Ingegner Mario Di Fidio Collaboratore del dipartimento di ingegneria agraria della Università degli Studi di Milano

27 ottobre / mente e paesaggio / Spettacolarizzare lo spazio urbano

MENTE E PAESAGGIO

Ugo Morelli (Professore di Psicologia del lavoro e dell'organizzazione e di Psicologia della creatività e dell'innovazione –(Università degli Studi di Bergamo- Trentino School of Management, Trento)

Annamaria Testaverde (Professore associato in Storia del Teatro e Teoria e Storia della scenografia nel corso di laurea Specialistica -Storia, critica e produzione dello spettacolo-presso la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Bergamo)

SPETTACOLARIZZARE LO SPAZIO URBANO: la rappresentazione dei sogni, tra storia e contemporaneo

10 novembre / lo sguardo dell’urbanista / il governo del paesaggio

LO SGUARDO DELL’URBANISTA: il progetto della Cintura verde nel nuovo PGT di Bergamo: tavola rotonda con i progettisti del nuovo strumento di governo del territorio

Giorgio Cavagnis, Luca Della Mea, Marina Zambianchi

IL GOVERNO DEL PAESAGGIO: strumenti e regole, competenze e partecipazione

INTERVENTI DEGLI ORDINI DEGLI ARCHITETTI E DEGLI INGEGNERI
LE CONFERENZE SI TERRANNO SETTIMANALMENTE ALL’URBAN CENTER DI PIAZZALE DEGLI ALPINI
IL CONTENUTO VERRA’ RACCOLTO NEL 2° VOLUME DI “ICONEMI BG – 2011”

RELATORI
mariola peretti

Architetto

laureata a Venezia. Diploma di perfezionamento post- laurea in Storia dell’Arte medievale e moderna presso la facoltà di lettere e filosofia di Bologna. Esercita la libera professione dedicandosi con particolare attenzione al tema del paesaggio e del recupero. Da anni si occupa di politiche urbane , di partecipazione e di governance del territorio. Ha
svolto l’incarico del coordinamento scientifico dell’Urban Center di Bergamo nel biennio di start up della nuova struttura dedicata all’ in-formazione, comunicazione e partecipazione dei processi di trasformazione urbana. Ha ideato e coordina l’iniziativa “Iconemi” giunta alla VI edizione, dedicata alla lettura dei paesaggi
contemporanei. Da due anni è presidente di Italia Nostra Bergamo.
www.mariolaperetti.it

Fulvio Adobati

Ricercatore

di Urbanistica presso l’Università degli Studi di Bergamo,  dove svolge attività di ricerca presso il CST “Lelio Pagani” sui temi dell’analisi e della pianificazione territoriale e paesistico-ambientale. Insegna Geografia Antropica  presso la stessa università e Fondamenti di Geografia presso l’Università degli Studi di Pavia

Maria chiara zerbi

Professore ordinario di geografia dell’ambiente e del paesaggio all’Università degli Studi di Milano; ha organizzato e diretto corsi e master su tematiche ambientali e paesaggistiche. E’ autrice di numerose pubblicazioni in tema di geografia rurale, geografia dell’ambiente e del paesaggio e geografia del turismo.

Renato Ferlinghetti

Ricercatore presso l’Università degli Studi di Bergamo, insegna geografia urbana e regionale e svolge attività di ricerca presso il CST “Lelio Pagani” sui temi dell’analisi naturalistica e della pianificazione territoriale e paesistico-ambientale. È autore di numerose pubblicazioni relative a fitogeografia, paesaggio, aree protette e sostenibilità dello sviluppo.

Riccardo Rao

Ricercatore presso l’Università degli Studi di Bergamo dove insegna storia medievale. Si occupa dello studio degli insediamenti e del paesaggio nel medioevo. È autore di numerose pubblicazioni in tale ambito, in particolare sulle trasformazioni dei boschi, sulla fondazione dei borghi nuovi e sui villaggi abbandonati.

Monica Resmini

Professore incaricato di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano - Scuola di Architettura e Società. Svolge attività di ricerca di carattere storico-territoriale presso il CST “Lelio Pagani” dell’Università degli Studi di Bergamo.

Mario Di Fidio

Ingegnere, ha dedicato la sua vita professionale alla difesa dell’ambiente, dal 1965 al 1997 nella Pubblica Amministrazione e in seguito come professionista. Opera in particolare nei settori delle acque e dell’ambiente naturale. E’ autore di numerose pubblicazioni specialistiche

Manuela Bandini

(Bergamo 1958), architetto e docente di storia dell’arte, esercita la sua attività rivolgendo un interesse prevalente ai temi dell’architettura alla scala urbana e a quelli del recupero.
E’ autore, in collaborazione e autonomamente, di lavori di progettazione e di ristrutturazione per committenze pubbliche e private, orientati ai temi del rapporto tra progetto, contesto e sostenibilità.
All’attività professionale ha da sempre affiancato la ricerca sulle problematiche affrontate, sostenuta dall’impegno didattico, dalla partecipazione a concorsi di progettazione -molti dei quali hanno ricevuto premi e riconoscimenti- e da studi, progetti e articoli pubblicati in testi e riviste di settore. E' stata membro di commissione edilizia, consigliere dell’Ordine degli Architetti, consigliere IN/ARCH e relatore invitato a convegni e conferenze. Dal 1999 collabora con la Sezione didattica della GAMeC di Bergamo, dove si occupa prevalentemente del rapporto tra espressione artistica contemporanea e spazio urbano collettivo.
Svolge la professione di architetto, associandola da sempre all’insegnamento della storia dell’arte e all’approfondimento dei temi dell’architettura e della città, anche attraverso la collaborazione con la Galleria d’ Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, dove si occupa in particolare del rapporto tra l’arte contemporanea e lo spazio urbano.

Ugo Morelli

Ugo Morelli si laurea in Metodologia della ricerca, applicata alla Psicologia sociale, presso l’Università di Bologna, sotto la guida di Giovanni Pellicciari. Collabora alla ricerca e alla didattica della cattedra di Tecniche di Ricerca Sociale e approfondisce lo studio dei metodi e delle tecniche di ricerca con Giovanni Pellicciari; le dinamiche psicologiche dei gruppi sociali con Augusto Palmonari e la Psicologia del Lavoro con Guido Sarchielli. Gli interessi per l’approccio clinico allo studio dei processi psichici nei gruppi e nelle istituzioni e, in particolare, per il rapporto mente-apprendimento, favoriscono l’incontro con Michel Foucault, Eugene Enriquèz e, poi, con Luigi Pagliarani, con cui approfondisce lo studio dell’approccio clinico nello studio delle organizzazioni e nella prassi formativa. Alla collaborazione con l’Università di Bologna segue un’intensa fase di ricerca applicata nel campo dell’apprendimento, della formazione e degli studi organizzativi, collaborando con Importanti aziende internazionali, assumendo l’insegnamento di Gestione e sviluppo delle risorse umane presso l’Università Cà Foscari di Venezia e, successivamente, l’insegnamento di Psicologia dell’innovazione e della creatività presso lo IUAV di Venezia. Insieme a Mauro Ceruti, Gianluca Bocchi, Carla Weber, Giuseppe Varchetta, Telmo Pievani e Fulvio Carmagnola fonda e concorre a realizzare, Pluriverso, una rivista di epistemologia e cultura della civiltà planetaria. Con Carla Weber porta avanti gli studi sui processi psicodinamici dell’apprendimento e, seguendo un’indicazione di Luigi Pagliarani, fonda a Trento, Polemos, una Scuola di Studi e Ricerche sui Conflitti, di cui è Presidente. Condivide con Claudia Piccardo, Gian Piero Quaglino e Giuseppe Varchetta, l’impegno per lo sviluppo dell’approccio clinico allo studio del lavoro umano. È questo il campo di interesse approfondito con la guida di Francesco Novara in molti anni di collaborazione e studio. Dal 1983 a oggi collabora assiduamente come direttore di progetti di alta formazione e docente a Trento, con Formazione Lavoro, con Accademia di Commercio e Turismo e con Trentino School of Managemnet, dove dirige il Master of Art and Culture Management ed è Presidente del Comitato Scientifico di Step, Scuola per il governo del Territorio e del Paesaggio. Dal 2008 è docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università di Bergamo. Negli ultimi anni si orienta ad imprimere una svolta allo studio della psicologia, assumendo i risultati di ricerca delle neuroscienze e della biologia evolutiva per un nuovo orientamento delle scienze cognitive, sostenuto dal costante dialogo con Aldo Giorgio Gargani e, più recentemente, con Vittorio Gallese. Da questi percorsi di ricerca, condivisi anche con Alfonso Maurizio Iacono, Luca Mori e Roberto Scarpa, scaturiscono gli studi più recenti su mente e conflitto, mente e esperienza estetica, creatività e innovazione.

Loredana Poli

Dopo essersi laureata in Architettura con Bernardo Secchi, Loredana Poli ha lavorato a lungo come libera professionista. Sposata, ha quattro figli che hanno fatto crescere in lei la voglia di reindirizzare la propria formazione verso l'area psico-pedagagica. Dopo essersi laureata in Scienze dell'educazione, conduce laboratori di lettura del territorio e di Cittadinanza nelle scuole. Attualmente è membro del Comitato Scientificodell'Ecomuseo Val San Martino per il quale ha curato il Progetto Scuola nell'ambito del Progetto Mappa di Comunità (2011).

Anna Maria Testaverde

Professore associato in Storia del Teatro e Teoria e Storia della scenografia nel corso di laurea Specialistica (Storia, critica e produzione dello spettacolo)presso la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Bergamo dove ha anche insegnato Metodologia e critica del Teatro e Semiologia dello spettacolo. Dal 2003 è componente della Giunta di Dipartimento Lettere Arti e Multimedialità della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Bergamo. Referente del Corso di laurea specialistica in “Teoria, tecniche e gestione delle arti e dello spettacolo”.Nel 2002-2003 ha fatto parte della Commissione Docenti per il servizio di Tutorato della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Bergamo e nel 2006-2007 della Commissione Tirocini. Dal 2004 al 2007 è stato responsabile locale scientifico dell’Unità di Ricerca Archivio multimediale per la storia degli interpreti: fonti bibliografiche,documentarie e iconografiche (secc.XVI-XX) per il progetto Il patrimonio teatrale italiano:atlante storico,metodiche e strumenti multimediali di valorizzazione, ex 40%, (coordinatore prof.AnnaMaria Cascetta) Dall’anno accademico 2003-2004 è responsabile locale per l’Università di Bergamo nel Dottorato in Discipline filosofiche, discipline arti teatrali e cinematografiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Fa parte del Collegio docenti della Scuola di dottorato in Storia dello Spettacolo dell’Università di Firenze Dal 1997 al 2000 ha insegnato Teoria e storia dello spettacolo presso la facoltà di Lettere e la facoltà di Architettura di Firenze nel corso di laurea in Operatore di Costume e Moda, indirizzo “Progettazione costume teatrale.” Dal 2001 è componente del Comitato scientifico del progetto AMAtI (Archivio Multimediale dell'Attore Italiano) che ha ottenuto finanziamenti dall'Università di Firenze, dal Ministero dell'Università e della Ricerca, dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, dal Comune di Prato, dal Monte dei Paschi di Siena. Dal 2005 fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo. Dal 2008 dirige, insieme a Siro Ferrone, la rivista Commedia dell‟Arte.Annuario internazionale, Firenze, Olschki. Dal 1981 al 1997 ha lavorato presso il Centro per la Storia del Teatro Italiano dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento (Firenze, Palazzo Strozzi). Dal 2004 al 2009 è stata consulente per la stagione teatrale di prosa presso il Teatro Comunale "Donizetti" di Bergamo

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